Nome scientifico: Arion vulgaris  Nome dialettale: Imega granda

DESCRIZIONE

Uno dei molluschi gasteropodi di maggiori dimensioni presenti sul nostro territorio, misura dagli 8 ai 12 cm, e pesa dai 5 ai 15 grammi.  Il colore è variabile tra le diverse popolazioni (ma non all’interna della stessa), e può essere giallognolo, grigiastro, marrone, rossastro o arancione acceso (mai verdognolo); negli adulti il colore è uniforme, mentre gli esemplari giovani presentano, ai lati del corpo, una banda più scura sormontata da una più chiara.

COMPORTAMENTO

È una specie attiva prevalentemente di notte, che può essere individuata anche la mattina presto o la sera. La riproduzione è preferibilmente sessuata, e l’accoppiamento avviene anch’esso dopo il tramonto, e può durare anche due o tre ore; la deposizione delle uova avviene tra settembre e novembre, e la schiusa ha luogo a inizio primavera; in ambienti particolarmente favorevoli (caldi e umidi), è possibile che vi siano anche due generazioni all’anno. Le uova, fino a 400 per ogni esemplare, non vengono sotterrate, bensì depositate al suolo, eventualmente coperte da foglie morte o altri detriti. Gli adulti possono raggiungere l’anno di vita, ma generalmente muoiono dopo aver deposto le uova.

ALIMENTAZIONE

Sebbene si tratti di una specie preferibilmente erbivora, è in realtà un onnivoro. Tra le piante, colpisce maggiormente le brassicacee, le cucurbitacee, la lattuga, le triticee, le piante ornamentali, i frutti che crescono al suolo (come le fragole) ed altro. Va detto che Arion vulgaris si nutrirebbe, normalmente, solo delle parti morte di una pianta, che è in grado di riconoscere grazie all’assenza di determinati composti chimici prodotti dalle parti in vita; tuttavia le piante coltivate spesso non producono affatto queste sostanze, il che spinge la lumaca a consumarle per intero.

ZONA DI AVVISTAMENTO AL PARCO DELLA STORGA

La sua presenza è estremamente evidente e spesso la si trova, anche in piena estate, lungo tutti i sentieri boschivi e tra gli orti urbani della Storga. Si ha la sensazione che la popolazione non subisca grande incidenza predatoria malgrado sia noto che la lumaca spagnola abbia diversi predatori presenti in loco, come ad esempio il germano reale e il riccio comune.

CURIOSITÀ

Il nome del genere deriva dal leggendario poeta greco Arione di Metimna. La zona di origine di questa specie non è ben chiara: inizialmente si pensava che fosse nativa della penisola iberica (il che spiega il nome comune di “lumaca spagnola”), ma studi genetici successivi hanno confutato la cosa, e si ipotizza che possa giungere invece da un’area non precisata dell’Europa centrale. Data la sua capacità di colonizzare senza problemi habitat antropizzati, da cui deriva una maggiore capacità di dispersione tramite il commercio, in particolare quello relativo ai settori del giardinaggio e dell’orticoltura, la specie è considerata estremamente invasiva e, oltre a causare ingenti danni ai raccolti, in alcune zone ha anche parzialmente rimpiazzato le specie native come Arion ater e Arion rufus.

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